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E’ online il nuovo numero di Potpourri!

Questo mese la rubrica di Polaroiders è dedicata al lavoro di Franco Mammana (Kite) “Aquiloni, i colori del vento”

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Per il mese di Aprile la nostra critica Caterina De Fusco ha scelto la foto di Muchj ” A tear in the sky”

Significativa l’intitolazione data allo scatto ” A tear in the sky” dallo stesso artista.
Se, pensiero e azione dovrebbero esser naturalmente collegati da una consapevolezza interiore che, ciascuno, dovrebbe portare entro sè, comprendendo il motivo che lo spinge ad agire, non sempre, l’essere umano sà cosa si cela dietro il suo agito. In questo caso l’agito è “lo scatto” dunque colui che scatta dovrebbe conoscerne i reconditi significati che fin lì, lo hanno spinto.

L’immagine fermata dall’obiettivo di Muchj è ricca, complessa non così semplicemente decodificabile.
Ma tutto, ha un inizio ed, in questo caso,il punto di partenza per la ricerca del significato recondito dell’immagine è il colore, che sempre, reca con sè, una motivazione simbolica. Blu, nero in alto a sinistra e, poi, lilla e un confondersi di quel lilla con il verde, nella parte destra della foto che si sfoca, mirando quasi a svaporarare. Miriamo inoltre il senso delle linee della composizione: prevale la linea retta sulla curva, quest’ultima ,tuttavia, incombe frastagliandosi in concavi e convessi.

Ma, ritorniamo al colore : il giallo, l’arancio corrispondono a vibrazioni energetiche di forza, di appartenenza, il viola e l’indaco corrispondono invece ad una ricerca dell’alto, ad una ricerca di cielo ma, quel verde e quel lilla sull’estrema destra , dissolvendosi, portano a lacerare quell’esigenza di cielo. Infine l’elemento chiave, caratterizzante l’immagine, apparentemente, finora, messo da parte. Quell’ombra nero-blu,in alto a sinistra è bordata, circoscritta da una linea che si muove in onde ora concave, ora convesse. Nonostante il chiarore dello scatto quell’ombra, nero-blu, incombe direi sovrasta i colori precedentemente nominati.

Muchj invoca un abbraccio, vuole farsi accogliere da quella valle che ha catturato la sua fantasia ma, non sembra riuscirvi, perchè quel nero è forte ,cupo e la linea che ne traccia il contorno, curva, dà ombra a quell’agognata luce.
Ma è proprio quella linea curva che, nel suo fraseggio circoscrive la parte alta dello scatto a poterci condurre a possibili memorie di coste, o più vivamente, ci suggerisce un profilo, un profilo di un volto, umano, probabilmente quello dell’artista stesso che si è semplificato in una forma astratta.

Caterina De Fusco

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