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Posts Tagged ‘Articoli Silvia Ianniciello’

di Silvia Ianniciello (holgamydear.com)

Com’è stato il vostro pinhole day, cari amici di polaroiders? Io avevo molti progetti, ma il mal tempo ha decisamente rovinato i miei piani. Non mi sono persa d’animo e ho rispolverato la mia carissima Pinoroid DIY, la polaroid istantanea ricavata da una Colorpack III, di cui avevo parlato su Frankenphotography qualche anno fa. Ancora quattro scatti erano là ad aspettarmi e una rosa tutta spampanata ha solleticato in me un po’ di voglia di fare. E così, mi sono ingegnata per cercare di (è proprio il caso di dirlo) “cavare un ragno dal buco” per questa giornata!

Come ormai sapete, la fotografia stenopeica si basa sul principio della camera oscura, ovvero la luce passa attraverso un minuscolo foro e impressiona la pellicola. Ciò comporta, certamente, che il tempo di esposizione sia molto lungo e avere un cavalletto è la maniera più semplice per evitare le foto mosse. Sono una gran pigrona e da quando l’ho costruita, devo ancora dotare la mia Pinoroid del bullone standard per fissarla alla testa del cavalletto. E niente. In questi casi, una bella pila di libri e riviste è quel che ci vuole.

Sono venuti degli scatti sicuramente poco fantasiosi, ma in qualche maniera romantici. Ne ho ricavato una piccola serie che ho pubblicato su polaroiders, accostando ad ogni foto il negativo ricavato dalle pellicole peel-apart Fuji FP100C.

3 minuti di esposizione (fuori c’era un po’ più di luce)

4 minuti di esposizione

5 minuti di esposizione

10 minuti di esposizione (ho mosso la rosa in avanti dopo 5 minuti per avere un effetto movimentato. Quindi è voluto!)

Le prime sono sottoesposte, mentre l’ultima un po’ sovraesposta. A mia discolpa, ho calcolato i tempi di esposizione a caso, come al solito. Che divertimento ci sarebbe, altrimenti?!

E voi, cosa avete combinato in questo piovoso Worldwide Pinhole Day? Anche voi avete scelto una pinhole istantanea?

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Di Silvia Ianniciello

Stanno finalmente per uscire le nuove pellicole PX680, prodotte dall’Impossible Project: nello stesso blog di Impossible si annuncia il loro lancio per il 5 Maggio 2011, così, anche chi non è un possessore della Pioneer Card, la carta fedeltà dell’Impossible Project, potrà provarle e sperimentare.

I risultati visti finora dagli ufficial tester e dai “pioneer”, i quali hanno potuto comprare le pellicole in anteprima, sono molto promettenti!

Le nuove PX680 sono pellicole a sviluppo integrale adatte per tutte le Polaroid serie 600, di cui ho parlato in un post  del mio blog. Non solo, ma si possono utilizzare anche con le Polaroid SX-70, ricordandosi di applicare il filtro ND, come in questo scatto di Giacomo Inches:

Giacomo Inches - PX680 Beta 2 - Polaroid SX-70 + filtro ND

Notato che cielo blu?

Su Flickr  e su Polaroiders stanno da tempo girando i primissimi risultati che, a detta di tutti, si sono rivelati al di là di ogni aspettativa. Pare inoltre che queste nuove pellicole non soffrano dei tipici problemi che hanno finora caratterizzato le pellicole dell’Impossible, come i Crystal Killer, lo sviluppo tramite calore e l’alta sensibilità alla luce nei primi istanti di sviluppo. Sebbene il primissimo lotto sperimentale, le PX 680 β-1 test film (03-02-2011), presentava il difetto dei puntini bianchi, il problema è stato risolto nella versione β-2. La versione First Flush che verrà messa in commercio tra qualche settimana, sarà ulteriormente migliorata.

Ecco un esempio del primo lotto, dove si possono notare i puntini bianchi. Lo scatto è di sniki:

Menico Snider (Sniki) - film Impossible Project PX 680 β-1 test film (prod. date 03-02-2011)

Questo, invece, è uno scatto di Gian Guido Zurli  fatto con le PX 680 β-2 test film; come si può vedere, i puntini bianchi sono praticamente spariti:

Gian Guido Zurli - PX680 Color Shade β-2 Test Film

Le pellicole si presentano con colori piuttosto saturi e dai toni caldi. Pare sia preferibile coprirle nel momento dell’espulsione dalla macchina se si desiderano contrasti più accentuati, specialmente in esterni e in condizioni di forte luce. In tutte le altre occasioni, invece, non è necessario coprire, come si può vedere in questo video

  Agli appassionati di manipolazione farà piacere sapere che, come tutti gli altri Impossible film, anche le PX680 sono altamente manipolabili, come le vecchie compiante TZ Artistic. Eccovi un esempio fatto da Carmen Palermo:

Carmen Palermo - px680 β-2 - manipolazione dopo 3 giorni dallo scatto: scaldata con il phon e manipolata dalla parte frontale.

Questo, invece, un emulsion lift fatto da Alan Marcheselli:

Alan Marcheselli - Lift Off con pellicole PX 680 β-2 a 4 giorni dallo scatto. L immagine è stata trasferita su tela bianca.

Niente male, non vi pare?

Personalmente, sono molto contenta di questo inaspettato risultato e del fatto che l’Impossible Project sia riuscito nel suo intento di riportare in vita le favolose macchine della Polaroid e la fotografia istantanea.

Non vedo l’ora di provare queste nuove pellicole!

In ultimo, segnalo alcuni link di approfondimento:

Silvia Ianniciello – Holga My Dear

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