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di Silvia Ianniciello – Holga My Dear

Insieme alle 600, le Polaroid Spectra System sono tra le fotocamere istantanee più diffuse al mondo, per una semplice ragione: sono molto facili da usare grazie all’autofocus, al flash integrato e all’esposizione automatica. Mi ricordo che erano dei gran bei regali di comunione durante gli anni ’90, insieme allo stereo della Sony o al Super Nintendo. Tutti ce l’avevano, tranne me. Ma di questo vi avevo già parlato tempo fa.

Fonte immagine: Camerapedia

Fonte immagine: Camerapedia

Fonte immagine: Camerapedia

Il fatto è che le Polaroid Spectra System sono ganze (visto che sto richiamando gli “anni ’90”, rispolvero questo aggettivo). C’è poco da fare. Prima di tutto, il formato delle foto non è quello classico quadrato 3×3, ma un fantastico 3×2 (come una foto standard su 35mm!). In secondo luogo, la messa a fuoco con il mitico sonar, cioè attraverso gli ultrasuoni, è una cosa che mi ha sempre fatto impazzire.  (altro…)

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Di Silvia Ianniciello

Stanno finalmente per uscire le nuove pellicole PX680, prodotte dall’Impossible Project: nello stesso blog di Impossible si annuncia il loro lancio per il 5 Maggio 2011, così, anche chi non è un possessore della Pioneer Card, la carta fedeltà dell’Impossible Project, potrà provarle e sperimentare.

I risultati visti finora dagli ufficial tester e dai “pioneer”, i quali hanno potuto comprare le pellicole in anteprima, sono molto promettenti!

Le nuove PX680 sono pellicole a sviluppo integrale adatte per tutte le Polaroid serie 600, di cui ho parlato in un post  del mio blog. Non solo, ma si possono utilizzare anche con le Polaroid SX-70, ricordandosi di applicare il filtro ND, come in questo scatto di Giacomo Inches:

Giacomo Inches - PX680 Beta 2 - Polaroid SX-70 + filtro ND

Notato che cielo blu?

Su Flickr  e su Polaroiders stanno da tempo girando i primissimi risultati che, a detta di tutti, si sono rivelati al di là di ogni aspettativa. Pare inoltre che queste nuove pellicole non soffrano dei tipici problemi che hanno finora caratterizzato le pellicole dell’Impossible, come i Crystal Killer, lo sviluppo tramite calore e l’alta sensibilità alla luce nei primi istanti di sviluppo. Sebbene il primissimo lotto sperimentale, le PX 680 β-1 test film (03-02-2011), presentava il difetto dei puntini bianchi, il problema è stato risolto nella versione β-2. La versione First Flush che verrà messa in commercio tra qualche settimana, sarà ulteriormente migliorata.

Ecco un esempio del primo lotto, dove si possono notare i puntini bianchi. Lo scatto è di sniki:

Menico Snider (Sniki) - film Impossible Project PX 680 β-1 test film (prod. date 03-02-2011)

Questo, invece, è uno scatto di Gian Guido Zurli  fatto con le PX 680 β-2 test film; come si può vedere, i puntini bianchi sono praticamente spariti:

Gian Guido Zurli - PX680 Color Shade β-2 Test Film

Le pellicole si presentano con colori piuttosto saturi e dai toni caldi. Pare sia preferibile coprirle nel momento dell’espulsione dalla macchina se si desiderano contrasti più accentuati, specialmente in esterni e in condizioni di forte luce. In tutte le altre occasioni, invece, non è necessario coprire, come si può vedere in questo video

  Agli appassionati di manipolazione farà piacere sapere che, come tutti gli altri Impossible film, anche le PX680 sono altamente manipolabili, come le vecchie compiante TZ Artistic. Eccovi un esempio fatto da Carmen Palermo:

Carmen Palermo - px680 β-2 - manipolazione dopo 3 giorni dallo scatto: scaldata con il phon e manipolata dalla parte frontale.

Questo, invece, un emulsion lift fatto da Alan Marcheselli:

Alan Marcheselli - Lift Off con pellicole PX 680 β-2 a 4 giorni dallo scatto. L immagine è stata trasferita su tela bianca.

Niente male, non vi pare?

Personalmente, sono molto contenta di questo inaspettato risultato e del fatto che l’Impossible Project sia riuscito nel suo intento di riportare in vita le favolose macchine della Polaroid e la fotografia istantanea.

Non vedo l’ora di provare queste nuove pellicole!

In ultimo, segnalo alcuni link di approfondimento:

Silvia Ianniciello – Holga My Dear

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E’ una polaroiders ovviamente, ma tiene anche un suo blog dove parla di fotografia lo-fi, lomografia e fotografia istantanea,ricerca,  sperimenta e fa recensioni o ancora scrive piccoli ma efficaci tutorial.

E da oggi condividerà i suoi articoli riguardanti la fotogarfia istantanea anche qui sul blog di polaroiders.

Noi di http://www.polaroiders.it ringraziamo Silvia per aver accettato di collaborare con noi!

Aspettando i suoi interventi, vi lasciamo la presentazione che ha fatto di sè e una sua polaroid.

” Mi chiamo Silvia, ho 25 anni e sono appassionata di fotografia lo-fi, lomografia e fotografia istantanea.

Mi piace tutto ciò che ha a che fare con l’aspetto ludico della fotografia, per questo adoro le polaroid e pasticciare con l’emulsione delle pellicole.

Sperimento, provo, costruisco e distruggo per riportare i risultati delle mie avventure fotografiche nel mio blog Holga my Dear. “

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