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Per questo mese, dalla critica Caterina De Fusco è stata scelta la foto di Kite (Franco Mammana) “I cieli di Normandia”.

I cieli di Normandia © Kite (Franco Mammana)

I cieli di Normandia

Cieli di Normandia 002 di Kite La meraviglia è che il cielo può evocare, suscitare una sì vasta quantità di motivi ispiratori che, osservando il cielo, tutto può accadere.

Il cielo suggerisce, in maniera silente,ciò che nel visibile non siamo in grado di vedere. Le nostre percezioni terrene, infatti,ci distolgono, troppo spesso dalle nostra potenzialità di sognare.

Così, mirando il cielo, osservando le nuvole, i giochi di luce, i pieni, i vuoti, guardando prospetticamente dal basso verso alto, attraverso l’aria,l’etere possiamo entrare in contatto con un possibile volo della mente o, del cuore.

Aria, ossigeno, elemento base per la vita sulla Terra come per l’Universo tutto. L’aria può concretizzare nuvole, dissolverle, massificarle o, renderle impalpabili.

Aria, elemento invisibile che, invisibile si muove nello spazio.

Aria-spazio, binomio. Lo spazio o meglio il tempo è la “verità” che l’essere umano attraversa; l’uomo vive, in una realtà spazio- temporale.

E’ quest’ultima a segnare la sua esperienza, il suo percorso, il suo processo in “fieri”.

Kite propone un fotogramma, un dettaglio, un micro diquell’immenso cielo che ci ricopre, che ci sovrasta.

Scatta e, immortala un momento, un solo piccolo momento di un moto costante e, sempreterno.

Kite fissa un punto nel cielo, un piccolo, umilissimo punto che corrisponde a quel punto, da terra, con cui il suo obiettivo ha colto un microframmento.

Una profonda ombra compare in basso, sull’estrema sinistra, poi, quel buio, si squarcia facendo nascere il bianco di una nube, spessa che, con la sua massa, compatta illumina il cielo.

Ma Kite prosegue il suo sogno, insieme alla massa nebulosa coglie, sulla destra, linee chiare, che si stagliano nette sulla superficie del cielo; sono linee parallele a cui si interseca una linea longitudinale.

Kite coglie ,nel cielo, confronto tra una massa e una forma semplificata,costituita da linee pure , fatte di pura luce. Quest’immagine, un microgramma dell’infinito cielo, parla, racconta una storia, invisibile, impalpabile. Gli occhi umani hanno bisogno di scoprire, di capire, sentire quelll’infinito cielo che è sopra di noi; solo così potranno dare una loro personale, autentica forma, ai loro sogni.

Caterina De Fusco

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