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Sabato 13 aprile, ore 16:00, presso la Galleria dell’Impossible Partner Store di Maranello, non perdetevi l’inaugurazione della mostra personale della polaroider Silvia GiorgisE poi … rosso“, a cura di Eloisa Sturlese. Le polaroid dell’artista rimarranno in esposizione fino al 4 maggio.

Silvia al suo secondo portfolio istantaneo dopo “ il bianco cattura lo sguardo “ ci propone la sua visione “Rossa”, lasciato un sentire introspettivo e visionario ci trasporta in questo mondo di suggerimenti creati dalla contaminazione di immagine e titolo.

Il concetto di esordiente poco si adatta alle immagini di Silvia, lontana dalle esagerazioni mi permetto di dire che la fotografa è partita da una consapevolezza interiore che ha saputo trasmettere perfettamente nei suoi scatti.

Secondo alcuni parlare di “ colore rosso” sarebbe quasi pleonastico perché il rosso è il colore per eccellenza. L’archetipo del colore. Diversi miti raccontano di come la Terra all’inizio fosse rossa, oppure che Adamo sia stato modellato con argilla rossa. È dunque il colore dell’inizio, della vita. Il rosso è anche fuoco, creatore e distruttore.

Da qui la simbologia sempre ambivalente: vita e morte, amore e violenza, gioia e rabbia. Silvia rappresenta le ambiguità del rosso con un omaggio al mondo delle corse automobilistiche, cercando oggetti che rappresentano ed evocano significati visivi e sentimenti celati tra la pellicola e il cuore.

                                                                                                                                                                                                                                                                            Eloisa Sturlese

Silvia Giorgis, Torinese classe 1971, matura nel tempo una grande passione per la fotografia che la porta a sperimentare diversi mezzi espressivi fino ad approdare alla fotografia istantanea.

Rapita dalla unicità e dalla poetica della ” Polaroid ” si dedica per oltre un anno alla ricerca attraverso la sua SX70 realizzando il sui primo portfolio istantaneo ” Il Bianco attira lo sguardo ” esposto anche a Milano presso Lago store in occasione di ISO600 festival della fotografia istantanea 2012.

Le immagini di Silvia trascendono spesso il soggetto raffigurato per trasportare l’osservatore verso un contenuto piu sottile e pregnante.

Silvia Girogis ha esposto in diverse gallerie nazionali venedo in oltre selezionate per Paraphoto, sezione fotografica di Paratissima 2012 e Sottvuoto presso la Galleria Studio Raffaello Giolli a Milano.

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Dal 25 al 28 Gennaio 2013 in contemporanea con Artefiera, Alan Marcheselli presenta la sua personale di fotografia istantanea, dal titolo QUESTE NON SONO FAVOLE. L’inaugurazione è fissata per venerdi 25 Gennaio 2013 alle ore 18.00, presso MuseOrfeoVia Orfeo 24 (Bologna).
Dal sito di Alan Marcheselli:
Giustizia e Verità © Alan Marcheselli

Giustizia e Verità © Alan Marcheselli

Testo critico a cura di Eloisa Sturlese

Queste NON sono favole ( Verità e Giustizia )

C’è una forte componente surrealista nell’immortalare le idee su pellicola trasfigurandole in bambole, ma ancora di più si vive un’emozione epidermica nel leggere, immagine per immagine, la trama di questa favola che, come da tradizione letteraria, termina con una morale o monito che dir si voglia;

“… in fondo a che serve mentire quando nessuno può la verità più dire ?”

Marcheselli attraversa trasversalmente il pop, il surrealismo e le atmosfere care a Tim Burton ( esaltate però da colori onirici quasi fantascientifici ) per creare una dimensione che sia, facilmente assimilabile e, al tempo stesso, sia lontana dalla realtà quotidiana, come un angolo di fantasia dove le idee prendono vita e si confrontano tra loro eternamente a far prevalere utopisticamente sempre i valori positivi.

Il supporto istantaneo è sì un amore incondizionato per l’autore ma è anche una scelta stilistica ragionata e voluta.

Grazie all’istantanea Marcheselli riesce a concretizzare, in una tangibile e preziosa serie di pezzi unici, l’aspetto irripetibile di ogni momento valorizzandolo sia come frutto della singola creazione del cuore che come risposta ad una serie di eventi fortuita e caotica, come se a sua stessa fotografia abbia le caratteristiche dei protagonisti delle sue favole. (Eloisa Sturlese)

La favola dietro le immagini ; Giustizia e Verità

Flebile il lamento che scosse la sua essenza, una preghiera per la sua presenza

l’idea lo percepì nell’io profondo e si mostrò nel deserto mondo.

In breve la scorse, figura adagiata nel nulla, anch’essa un idea, agonizzante fanciulla.

Giustizia, divina creatura le si parò al viso per recare conforto, ma tarda era l’ora e irrimediabile il torto.

Così altro non poté fare che vedere Verità tra le sue braccia spirare

Fu immensa tristezza a stringerle il cuore e a colmarle l’anima sincero dolore.

Avvolse Verità in un rosso sudario, la vegliò come se fosse una figlia e quello il suo calvario.

Presto sarebbe venuto il tempo di partire, allontanarsi da quel luogo deserto che aveva visto la verità morire.

Alla luce di un braciere si lasciò riscaldare cercando la forza per andare, così attardandosi vide la rossa creatura avanzare.

Di tanta meraviglia riempiva gli occhi Verità quanto questo abominio rivelava empietà, ma come defunto spirito ancora incarnato cercava di Giustizia la mano sul capo.

Le idee in fondo sono infinite, io e lei eravamo sorelle astri gemelli in un cielo di stelle.

Ma la triste creatura non recava bellezza alcuna, solo uno strano sentire,

come se in fondo la si potesse capire,

Giustizia tremando non si fece ingannare e forse per paura da li volle scappare.

Non c’è fine violento quando anche la logica ha un sentimento,

sola rimase Menzogna senza Giustizia e senza Verità, ora era la sola e unica realtà.

Le idee però sono creature strane vivono fino al compiersi delle loro brame,

in fondo a che serve mentire quando nessuno può la verità più dire ?

Menzogna dunque si arrese al suo fato e in cambio della sorella il suo spirito fu dato.

Ed ora e breve alla fine arrivare, tornò Giustizia per vedere Verità risvegliare.

Sono adesso come madre e figlia, due splendide idee che hanno fatto famiglia.

Siedono insieme nel luogo deserto, attendono che torni Menzogna con sorriso esperto.

butterfly effect

Butterfly Effect © Alan Marcheselli

tales untold

Tales Untold © Alan Marcheselli

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Venerdì 28 settembre 2012, alle ore 18, alla Villicana D’Annibale Galleria D’Arte di via Cavour (Arezzo) si inaugura la mostra fotografica di Enrico Borgogni dal titolo Fiore Nudo. L’esposizione, a cura della gallerista e artista Danielle Villicana D’Annibale, ospiterà una selezione di immagini di figure femminili del fotografo aretino. La mostra proseguirà, a ingresso gratuito, fino a domenica 7 ottobre 2012.

Enrico Borgogni è un maestro di quella che molti chiamano “ottava arte”.

La forza di questo fotografo è la continua voglia di sperimentare. Borgogni utilizza tecniche complesse e variegate, spazia in tutti i campi grazie anche alla vasta gamma di strumenti fotografici che possiede, ottenendo le soluzioni più innovative e originali.

Ricercatore assiduo dell’immagine, con una particolare inclinazione per le pellicole autosviluppanti e la fotografia istantanea, l’artista riesce a ogni scatto a configurare qualcosa di nuovo e diverso all’apparenza, ma alla fine riconducibile alla sua cifra stilistica peculiare.

Egli si muove con autorevolezza tra nature morte, ritratti, nudi di donna, paesaggi, scorci cittadini e reportage, sperimentando forme, luci e composizioni dove sono sempre sottolineate la gioia e l’esaltazione della bellezza autentica, senza orpelli. Una forza artistica, quella di Borgogni, paragonabile a quella dei grandi maestri del Rinascimento.

Nella personale alla Galleria Villicana D’Annibale i protagonisti principali saranno i nudi femminili. L’armonia delle forme della donna libera, forte e sicura di sé, è rappresentata con delicatezza e rispetto. Le modelle sono immortalate in vecchi casali immerse nella purezza della natura, a rappresentare degli indimenticabili “fiori nudi” nella campagna Toscana.

In contemporanea alla mostra aretina, Borgogni esporrà nell’ambito di Iso600- Festival della Fotografia Istantanea, importante kermesse che si svolgerà a Milano dal 4 al 7 ottobre.

Breve biografia di Enrico Borgogni

Enrico Borgogni nasce nel 1953 ad Arezzo. Inizia a fotografare nei primi anni Ottanta e da allora la sua attività è stata incessante, con mostre personali e collettive in tutta Italia. Il fotografo è socio del Fotoclub “La Chimera” di Arezzo e fa parte dei Polaroiders, ovvero gli artisti “instant” italiani.

La frequentazione di figure di fama mondiale, come lo svizzero Philippe Pache e gli americani Paul Elledge e Robert Farber, l’ha portato a viaggiare e confrontarsi con i grandi della fotografia, dai quali ha ricevuto negli anni apprezzamenti e consensi.

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Finalmente vi aggiorniamo sull’evento più importante dell’anno, a cui noi di Polaroiders teniamo molto. Stiamo parlando di ISO600 – il Festival della Fotografia Istantanea, interamente organizzato dai fondatori, Alan Marcheselli e Carmen Palermo, con la gradita collaborazione del fotografo Manuel Colombo.

Il Festival, interamente dedicato alla fotografia a sviluppo immediato e alla magia della casualità e dei pezzi unici che essa crea, si terrà dal 6 al 9 ottobre 2011 allo Spazio Concept di Milano. Il programma prevede mostre personali, workshop, incontri con gli autori, seminari, lettura portfolio, il Museo Temporaneo della Polaroid, performance e anche concorsi e mercatini.

Come potete vedere, il piatto è decisamente ricco per tutti gli appassionati di fotografia istantanea!

Se vi abbiamo incuriosito, potete scaricare il Programma Ufficiale ISO600! Tra i tanti eventi, segnaliamo: la mostra collettiva degli artisti di Polaroiders, di cui abbiamo già parlato qui; la Bipersonale di Alan Marcheselli e Carmen Palermo; il Museo della Polaroid, con oltre 200 macchine fotografiche esposte; la Personale dell’artista Maurizio Galimberti; e le sperimentazioni con le tecniche IMPOSSIBLE di Beppe Bolchi.

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