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Posts Tagged ‘pierre pellegrini’

settimana#9

Le foto di questa settimana sono:

“PP_05” © Luca Tommaso Cordoni

“Welcome Spring with Polaroid-1” © Bonifaci Andrea

“La chevelure” © Muchj

“pneumothorax” © albascura.

“Tracce d’inverno” © Pierre Pellegrini

Guardate le foto in alta risoluzione qui.

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Ancora foto della nostra Roberta Orlando direttamente dalla personale di Pierre Pellegrini alla galleria VALERIA BELLA STAMPE in via S. Cecilia.

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© Roberta Orlando

ISO600 OFF – VALERIA BELLA STAMPE

via S. Cecilia 2 (entrata ang. S. Damiano) – MM1 San Babila

Dal 19 Settembre al 06 Ottobre 2012

Orari di apertura: da martedì a sabato 10 – 19; Lunedì 15 – 19

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Ieri è stata inaugurata la mostra di Pierre Pellegrini presso la galleria Valeria Bella Stampe. La mostra fa parte del circuito OFF di ISO600 e sarà possibile ammirare una selezione di polaroid originali e di stampe fine art fino al 6 ottobre!

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Oggi inaugura la mostra di Pierre Pellegrini presso la galleria Valeria Bella Stampe.

Oltre alle stampe fine art di grande formato potrete ammirare una selezione delle sue polaroid originali.

La mostra fa parte del circuito OFF di ISO, per cui se vi perdete l’inaugurazione potrete sicuramente visitarla durante i gironi del Festival!

Vi aspettiamo

© Pierre Pellegrini

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Segnaliamo due importanti eventi che sicuramente interesseranno tutti gli appassionati di fotografia istantanea.

Dal 5 al 26 maggio non perdetevi PARMAROID, mstra di istantanee Polaroid e Impossible di Roberto Cavalieri (www.robertocavalieri.blogspot.it). L’inaugurazione è prevista alle ore 19,30 presso Rossoamapola Spazio espositivo d’arte (via Borgo del Correggio, 48/A). Dove? A Parma ovviamente!

Mercoledì 9 maggio, invece, alle ore 18,00 la Photographica FineArt di Lugano (via Cantonale 9) ha il piacere di inaugurare l’esposizione personale del fotografo svizzero Pierre Pellegrini. Verranno esposte anche una decina di fotografie istantanee. La mostra, intitolata Pensieri nel tempo, rimarrà aperta al pubblico fino al 28 maggio. Qui per maggiori informazioni.

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Le foto di questa settimana sono:

“Il Santo'” © Nathan Neumann

“Gas (revisited)” © Massimiliano Muner

“L’uomo e la Terra” © Pierr Pellegrini

“Seta #2” © Carmen Palermo

“Colossal Youth” © kero

Guardate le foto in alta risoluzione qui.

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Questo mese la critica Caterina De Fusco ha scelto la foto di Pierre Pellegrini ” La mia Venezia”

La mia Venezia © Pierre Pellegrini

Pierre Pellegrini si manifesta come fotografo, fotografo-lirico.
Le sue immagini catturano perché descrivono una realtà che diviene metarealtà, per la solitudine, per le luci, le zone d’ombra per i silenzi profondi, silenzi in cui lascia cadere lo spettatore.
Pierre non ha sottoposto le sue foto ad una lettura circolare che tuttavia i suoi scatti suggeriscono. Non si possono trascurare le poche parole che Pellegrini pone a commento dei suoi fotogrammi perché la sua produzione va letta coniugando immagine e testo. Entrambi sono semplici, netti e, proprio per questo, molto significativi.
Ciò che conta è l’idea, il progetto che si ha in mente quando si usa lo strumento fotografico e a me sembra, che Pierre con dedizione e attenzione segua il parlar muto della natura. Di quest’ultima indaga stagioni, il nascere e il morire del giorno. L’idea progettuale di Pierre è volta a riflettere, a far riflettere sulla relazione uomo-natura anche se, rara, appare la presenza umana.
“La mia Venezia” l’immagine selezionata parla senza parlare, dialoga perché due sono le seggiole anche se, come dicevo, le figure “umane” non sono visibili. Ecco l’elemento chiave è il dialogo continuo, sommesso con
l'”invisibile”.
Straordinario è il gioco di luci e di riflessi che il Pellegrini riesce a rendere in molteplici suoi scatti. Qui primariamente il dialogo è tra i colori, fondamentalmente due, il nero e l’azzurro, uniti ad una leggerissima parvenza di arancio-rosa testimonianza del sole nel calar dell’orizzonte.
Come un “focus”, come  luce su un palcoscenico, tutto buio d’intorno e obiettivo centrato sul blu-bianco del lago e l’esatta corrispondenza nel cielo. Gli elementi acqua e cielo sono solo apparentemente separati dalla
costa che, anch’essa, con la sua massa scura ,si riflette nell’elemento acqua.
Che bellezza quella luce, quell’unico punto luce che fa emergere dal buio la “visione”.
Pierre, in tal modo, rende manifesto, con semplicità ma con forza, quanto la luce sia determinante  all’umano per vedere e, al fotografo, per fare e rendere visibile il suo scatto. Senza luce l’uomo non può nulla perché vita mancherebbe alla terra e la fotografia non sarebbe perché non avrebbe ragion d’essere.
Ma il Pellegrini mette tutti gli elementi: l’acqua, l’aria, la terra e, al posto del fuoco, “la luce” che potrebbe considerarsi fuoco nel senso che “la luce” accende la possibilità di vedere.
Ma dicevamo del dialogo che comunque Pierre manifesta. Sì perché quelle due seggiole si parlano nell’osservare gli elementi, raccontando  dell’indispensabilità di quelli, gli elementi, per l’essere umano e la vita.
Non c’è bisogno d’altro e il fotografo non aggiunge altro, Pierre sussurra agli spettatori che l'”invisibile”, attraverso
un’osservazione lenta, profonda, si manifesta.
Ah, dimenticavo l’intitolazione “La mia Venezia” : il Pellegrini ha immortalato  laghi ,svizzeri, che raccontano del suo luogo natio e dunque delle sue radici.

Caterina De Fusco

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